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CINEMA E INFORMAZIONE

UN CONVEGNO E UN CONFRONTO

Auditorium Ospitalia del mare – Sabato 18 luglio h. 10,30 


Lo spunto per questo convegno ci è stato suggerito da un’immagine di repertorio che appare nel documentario memoria a perdere di Donata Gallo: un folto gruppo di giovani che partecipa ad una manifestazione dietro uno striscione su cui è scritto “Radio Città Futura”. Quell’immagine ci ha riportato ad una immagine recente, dello scorso anno: un folto gruppo di giovani che partecipa ad una manifestazione dietro uno striscione su cui è scritto “Left”. Il documentario di Donata Gallo si prende il difficile compito di raccontare gli anni ’70 attraverso le testimonianze di quelli che vi parteciparono con l’adesione ad un movimento di massa che cercava il cambiamento democratico con i mezzi della democrazia. Quegli anni purtroppo vengono sempre ricordati solo come “gli anni di piombo” e ancora peggio vengono fatti raccontare dai terroristi.


Negli anni settanta le radio cosiddette pirata, poi chiamate libere,  segnavano una svolta epocale rispetto all’informazione corrente: i dibattiti aperti, la controinformazione e la partecipazione in diretta dei cittadini, marcavano la differenza rispetto a quell’impenetrabile struttura prefabbricata che era l’informazione di allora. Tra queste “Radio Città Futura” rappresentò una delle esperienze di punta.


Il metodo della partecipazione diretta fu talmente dirompente che costrinse radio, televisioni e giornali ufficiali a scimmiottare se non il contenuto almeno la forma adottata dalle radio libere. Per i media nazionali, la gente doveva avere l’impressione di partecipare direttamente, di essere il soggetto attivo; in realtà si aprì una stagione mai chiusa della cosiddetta “TV del pianto” che serviva come valvola di sfogo per mantenere invece il controllo e le censure di sempre sugli scandali, sulle stragi e su tutto quello che riguardava la verità che i cittadini dovevano continuare ad ignorare. La parola d’ordine era sempre la stessa: cambiare tutto per non cambiare niente.


Oggi, accanto alla crescita smisurata della comunicazione in rete e via internet, assistiamo, nell’ambito di quella che viene definita la controinformazione, ad un interessante fenomeno di ritorno alla carta stampata. In particolare, nell’esperienza di “Left” e “Terra” si rintracciano importanti novità di approccio sia a livello di forma che di contenuti.


Ed è ad alcuni dei protagonisti di questa esperienza che abbiamo chiesto di confrontarsi con quelli che furono i protagonisti di “Radio Città Futura”. Quello che vorremmo tentare in questo convegno è un confronto sia generazionale che storico: in un momento di grande smarrimento della sinistra italiana il problema dell’informazione e della memoria è uno dei problemi di fondo.


La domanda che proponiamo ai nostri relatori è se, a distanza di 30 anni e con le dovute differenze storiche, si possano rintracciare degli elementi di continuità tra le esperienze odierne e quelle di allora e se l’informazione ufficiale in Italia è oggi più libera.


In questa edizione, il LauraFilmFestival ospita anche i film Complici del silenzio di Stefano Incerti e Fortapàsc di Marco Risi che affrontano con coraggio e maestria il problema della memoria.

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